Corsica – Giorno 7

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Dal Col de Gradella

Dal Col de Gradella

Questa mattina Paolo e’ a pezzi: la sua nottata e’ stata terribile. Il suo materassino si e’ sgonfiato per qualche motivo, e nonostante i suoi vani tentativi di rigonfiarlo, ogni volta si risvegliava sdraiato praticamente sul terreno, che in Corsica e’ arido e duro come una roccia. In effetti, durante la notte, una volta mi son svegliato anche io sorpreso da imprecazioni irripetibili che Paolo cercava di sussurrare mentre spingeva violentemente sul materassino per rigonfiarlo. Li’ per li’ non avevo capito bene cosa stesse accadendo e mi ero prontamente addormentato. Ma al mattino, vedendolo a pezzi, ho immediatamente realizzato. Stoicamente, decide di proseguire senza lamentarsi, e allora facciamo una lauta colazione al bar del campeggio e ci lasciamo Propriano alle spalle.

Io al Col de Gradella

Io al Col de Gradella

I primi 15 km di oggi sono pianeggianti e ci permettono di percorrere l’intero golfo di Propriano fino ad arrivare quasi a Serra di Ferro, da dove inizia la salita. A Favalella ci prendiamo la strada che va verso Pietrosella, e riduciamo ancora di piu’ la probabilita’ di incontrare un’auto. Nonostante sia una stradina secondaria, come sempre l’asfalto e’ impeccabile e la manutenzione della strada perfetta. Mentre la strada sale ci offre scorci spettacolari sulle colline della costa, con il mare alle spalle. Il caldo comincia a farsi sentire quando raggiungiamo la cima al Col de Gradella. In questo punto c’e’ l’incrocio di tre strade, dove qualcuno ha avuto la bella idea di mettere un rifugio. Noi decidiamo di approfittarne per prendere qualcosa di fresco da bere insieme con un po’ di guardie forestali. Scattiamo qualche foto ricordo sotto il cartello con Ajaccio sullo sfondo, e quando stiamo per partire arriva un gregge di capre ad invadere la strada. Proprio quando il gregge ha quasi raggiunto l’incrocio i due cani del gruppo di forestali si lanciano di corsa abbaiando alle capre, che spaventate cominciano a sparpagliarsi in lungo e in largo. Il caos e’ totale, tra capre che scappano, cani che corrono abbaiando, forestali che li rincorrono urlando.

Paolo con Ajaccio sullo sfondo

Paolo con Ajaccio sullo sfondo

Dopo qualche minuto la situazione si calma: i cani vengono rinchiusi in una delle auto dei forestali, e le signore proprietarie delle capre attirano con del cibo le capre allo scopo di radunarle. Non appena la strada si libera, partiamo alla volta di Ajaccio che ormai dista una trentina di km. La prima parte di strada dal rifugio e’ piuttosto pianeggiante, dopodiche’ inizia una bella discesa nella quale ci lanciamo a tutta velocita’ visto che macchine non se ne vedono. Al termine della discesa ci rimangono 20 km di piano che percorriamo in tutta tranquillita’ fino al capoluogo dell’isola. Una volta giunti al centro di Ajaccio, seguiamo le indicazioni per un campeggio che rimane sul versante di una collina un pochino distante dal mare. Prepariamo la tenda, e visto che nella nostra piazzola abbiamo un tavolo con panche di legno, decidiamo che stasera mangeremo in campeggio. Ci facciamo un giro in centro in bici, andiamo alla spiaggia un paio d’ore e poi a fare spesa per la cena della sera e la colazione del mattino successivo. Alla sera andiamo a farci un altro giro in centro, e veniamo buttati fuori da un casino’ al grido di “Est-ce que vous etes en train d’aller a’ la plage?” per i nostri pantaloncini corti. Prima di andare a dormire aggiustiamo il materassino di Paolo con le pezze del kit di riparazione.

 

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