Langhe – Barolo

 

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Riassunto

Altra gita da ricerca di “bell’Italia” in questo periodo di (speriamo) uscita da un anno di chiusura forzata in casa. La nostra scelta è ricaduta su un weekend lungo nelle Langhe, di cui questa gita rappresenta uno dei tre giorni. Abbiamo scoperto una regione con un’offerta cicloturistica già piuttosto ricca su internet (qualche link qui), con tour guidati e molte tracce che si prestano a vari tipi di escursioni sui due pedali. Questo tour è il più presente sui siti, e quindi è stato il candidato per il nostro primo giorno. Poco più di 40 chilometri ondulati tra vigneti dall’ordinata eleganza e viste panoramiche su colline coltivate geometricamente. E’ piacere continuo per gli occhi: una gita rilassante (se in e-bike per chi non se la sente di faticare sulle salite) immersi in un paesaggio unico. Traffico ridottissimo su strade secondarie o comunque poco utilizzate dalle auto: i mezzi più diffusi qui sono i trattori.

I passaggi principali sono ovviamente Barolo, piacevole borgo a protezione di un elegante castello; La Morra con il suo belvedere, Monforte d’Alba e Castiglione Falletto con i loro piccoli centri abitati circondati da lunghi vigneti. La durata del tour si presta bene ad una visita in cantina o ad un pasto presso uno dei tanti agriturismi presenti in zona. Da notare soltanto che la traccia non va ad attraversare direttamente il centro di ogni borgo: per visitarli occorre fare attenzione e deviare leggermente quando si vedono le indicazioni per il centro, che comunque rimane a poche centinaia di metri.

Difficolta’

Sono meno di 45 chilometri, ma la pianura è poca. Siamo ben lontani dalle pendenze dei passi alpini, però i continui su e giù possono irretire i cicloturisti desiderosi di sudare poco e al tempo stesso stimolare i ciclisti della domenica desiderosi di replicare (con prestazioni scarsissime) le imprese dei grandi scalatori. Io appartengo a questa seconda categoria, soprattutto sulle prestazioni scarsissime, mentre Denise alla prima: per questo motivo, ci siamo attrezzati con una bici muscolare per me ed una e-bike per lei. La combinazione ha funzionato molto bene, perche’ le salite sono molto pedalabili per una bici senza assistenza, ed invece l’elettrica offre la possibilita’ di godersi il paesaggio senza spingere come un ossesso sui pedali.

A livello di indicazioni, c’e’ qualcosa, soprattutto dei cartelli riguardanti un giro in bici “di bar in bar”, ma non ci sembrava seguire esattamente il nostro itinerario. In generale, il percorso e’ su strada, pero’ come detto davvero poco trafficata. Noi abbiamo seguito una traccia scaricata da Komoot e caricata sul GPS.

Raggiungibilita’

Il nostro punto di partenza ed arrivo per ogni gita e’ stato Diano d’Alba, che abbiamo scelto per due motivi: posizione sempre ravvicinata ai giri che avevamo pianificato, agriturismo dalle recensioni ottime dove alloggiare. Non ci siamo preoccupati molto della raggiungibilita’ coi mezzi pubblici, perche’ stavolta ci siamo spostati in auto agganciando le bici al portabici. Se ci si dovesse organizzare con i mezzi, la soluzione piu’ semplice, sarebbe quella di tenere come base Alba che e’ raggiunta dalla stazione ferroviaria. I giri non si allungherebbero neanche di molto.

Bellezza

Parlare della bellezza delle Langhe e’ fin troppo facile. La cosa da far notare pero’ e’ la capacita’ di apprezzamento del paesaggio nettamente superiore in bicicletta rispetto all’auto: qui anche la lenta salita in bicicletta lungo la dorsale dell’ennesima collina ricoperta da vigneti diventa un lungo momento di estasi da godere a 360 gradi. In auto la vista ristretta al livello di un misero finestrino e resa fuggente dalla velocita’, riducono notevolmente il piacere.

Il percorso di oggi ci ha permesso di alternare panorami, viste da terrazze panoramiche, visite a piccoli borghi senza tempo e castelli.

Alloggio

Come detto sopra, abbiamo fissato l’alloggio ad un agriturismo nei pressi di Diano d’Alba. Questa opzione ci ha permesso di entrare sulle tracce previste percorrendo tra i 2-4 km ogni giorno. Non va nascosto che la posizione sopraelevata dell’agriturismo voleva dire una rinfrescante discesa mattutina ma anche una terribile salita al ritorno: abbiamo scoperto due strade alternative, una “direttissima” dritta senza curve da affrontare senza prendere fiato e tutta in piedi sui pedali, ed un’altra (quella percorsa dalle auto) curveggiante fatta di pendenze piu’ dolci. Con e-bike nessuna delle due ha rappresentato problemi, anche se sulla “direttissima” Denise ha infilato la modalita’ Turbo.

Costi

Va detto che le Langhe non sono cosi’ a buon mercato e forse anche il post Covid ha portato ad un incremento dei prezzi allo scopo di recuperare le immense perdite dei vari lockdown. Ce la siamo abbastanza goduta, ed e’ noto che il cicloturista ama mangiare, e bene. Quindi, soprattutto la sera, ci siamo diretti verso agriturismi ben quotati su The Fork o altre app, ed abbiamo speso una media di 30-40 euro a testa per un piatto principale, calice di vino e dolce. Anche l’agriturismo aveva superiori alle nostre attese, ma in media con quelli della regione. Bisogna prepararsi a spendere un pochino di piu’ rispetto ad altre zone d’Italia.