Corsica – Giorno 2

Col de Sorba

Col de Sorba

La mattina ci alziamo alle 8 e fatta colazione, Paolo sale in centro paese a comprare un paio di camere d’aria nuove, nel frattempo io smonto la tenda e preparo la mia bici. Quando lui ritorna, sostituiamo la camera d’aria difettosa e alle 10 siamo in strada. Ho pianificato la tappa di oggi per una lunghezza di 45 km circa ma con due scollinamenti nel mezzo: uno a quasi 800 m e uno a 1300 m.s.l.m. Dopo un paio di km di piano, cominciamo subito a salire. La strada in condizioni otti mali e’ tutta per noi, vediamo una macchina ogni 10 minuti o piu’. Dopo appena 30 minuti di bici, decidiamo di togliere la maglietta e io mi metto la crema solare (questa e’ una nota per la mia ragazza per farle notare che effettivamente l’ho usata). La pendenza non e’ di quelle alpine, siamo intorno al 7% di media con qualche strappo e tratto di falso piano, e si fa sentire. Quando arriviamo ad un tornante si apre la vallata intorno a noi, vediamo alle nostre spalle un paesino che abbiamo appena superato che si erge sul cucuzzolo di una collina e di fronte individuiamo chiaramente la strada da seguire. Proseguiamo di buona lena in discesa dopo aver superato il primo scollinamento, e completato il tratto in discesa al ventesimo km, torniamo a salire. Poco dopo l’inizio della salita, a Vivario ci fermiamo presso una bottega per comprare frutta e due bottiglie d’acqua (non basatevi sulle fontane in Corsica: o non ce ne sono o noi non le abbiamo viste!).

Sono gia’ le 12.30, ma vogliamo concludere la salita prima di pranzare. Da Vivario la strada sale in modo costante e si fa impegnativa, ma ogni tanto troviamo alcuni punti panoramici fantastici sull’intera vallata e pian piano la frequenza delle macchine scende a una ogni 15-20 minuti: ci siamo solo noi, il fruscio provocato da una leggera brezza e il cinguettio di qualche uccello. Saliamo con calma lungo questa strada che non smette di salire, e ancor peggio, ci spaventiamo quando vediamo alla nostra sinistra una sequenza di tre tornanti collegati da una strada ripidissima. Sappiamo di dover passare di li’ e lentamente ci avviamo al nostro destino. Giunti all’inizio di questa sequenza tremenda, ci prendiamo una pausa all’ombra dei pini che circondano la strada. Convinti, iniziamo l’ultima scalata: alla fine dei tornanti troviamo il cartello del colle e ci fermiamo stremati. Sono le 14.30 circa, siamo affamatissimi. Tiro fuori il fornelletto e prepariamo un risottino agli asparagi di quelli in busta nel parcheggio del colle sotto la vista dei forestali che ci han dato il loro benestare in un dialetto tra il sardo e il francese. Ci chiedono anche dove siamo diretti e ci rassicurano sul fatto che Ghisoni (la nostra destinazione) e’ raggiungibie in tutta discesa in 7 km circa.

Ghisoni

Ghisoni

Dopo un lauto pranzo, iniziamo la discesa e tra i profili delle montagne all’orizzonte vediamo pure il mare. Arrivati a Ghisoni in poco tempo (sono circa le 16.30), dovremmo fermarci, ma la prova di oggi e’ stata dura e sappiamo che il piano di domani prevede due scollinamenti a 1300 m.s.l.m. Diamo uno sguardo alla cartina, e decidiamo di cambiare: prolunghiamo oggi fino alla costa orientale per Ghisonaccia, spingeremo domani fino a Porto Vecchio (che avremmo dovuto raggiungere dopo domani), e guadagniamo un giorno di riposo o extra in caso di problemi. La discesa fino a Ghisonaccia segue un torrente e per certi versi ci ricorda alcune strade delle nostre parti, con la differenza che ogni tanto troviamo qualche mucca in liberta’ che pascola tranquilla a bordo strada. Raggiunto il piano intorno alle 18, dobbiamo pedalare una buona mezz’ora prima di raggiungere la costa e il centro di Ghisonaccia. Qui, all’ufficio turistico chiediamo informazioni sui campeggi, e ce ne consigliano uno a 2-3 km dal centro. Lo raggiungiamo intorno alle 19, velocemente montiamo la tenda e ci rimettiamo in sesto per la cena. Siamo stanchi, e’ tardi, e il campeggio e’ fuori dal centro: decidiamo di mangiare qui e andare subito a dormire.

 

 

Download file: corsica-2.gpx