Schaffausen – Costanza – Giorno 5

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Stamattina finalmente di nuovo abbondante colazione in campeggio. Parto intorno alle otto perchè ho intenzione di arrivare presto a Zurigo e non conosco la strada, nè campeggi nei dintorni della città e avrò bisogno di mettermi a cercarne.

La strada fuori da Costanza in direzione di Zurigo sale subito di 150 metri e mi porta ad un ultimo saluto al lago che mi lascio alle spalle. In questo primo tratto, il percorso ciclabile è a lato della strada, ma per fortuna ad agosto non c’è quasi traffico. Dopo aver scollinato ad Hugelshofen, seguo per Marstetten, con indicazioni che non sono troppo chiare e mi fanno viaggiare su una strada poco trafficata ma percorsa da qualche tir di grandi dimensioni.

Riesco finalmente a trovare un percorso isolato nei pressi di Mullheim e Pfyn, che raggiungo dopo 20 km. Mi fermo a riempire la borraccia ad una fontana, dove una ciclista piuttosto attempata, mi avverte di riempire le borracce il più possibile perchè non avrei avuto molti altri posti per farlo più avanti. Seguo il suggerimento, e proseguo verso Winterthur.

Il percorso fin qui è veramente piacevole, si attraversano enormi distese di campi coltivati, e quando la ciclabile si allontana dalla strada si ha la sensazione di essere molto isolati. Ma questa sensazione passa quando arrivo nei pressi di una periferia stranissima. Dopo il secondo scollinamento di giornata, intorno al 40esimo km, inizio una discesa che mi porta attraverso un’area dall’aspetto quasi sovietico, ma profondamente rimodernizzato. Trovo dei grandi casermoni, con strade che si incrociano in maniera perpendicolare, in mezzo ad un architettura profondamente ordinata. Mi sembrerebbe di essere atterrato in Russia, se non fosse che tutti questi edifici sono molto rinnovati, come se fossero passati davanti ad una ristrutturazione del ventunesimo secolo. Ed è proprio il caso: sono nella periferia di Winterthur, vecchia fiorente città industriale che dopo la chiusura dell’azienda Sulzer ha conosciuto un periodo di spopolamento ma si è prontamente rinnovata.

Con questa strana vista ancora in mente, raggiungo il centro di Winterthur, dove invece trovo case a misura d’uomo di color pastello e variegato e viuzze di richiamo medievale. E’ ora di pranzo, e mi fermo a mangiare in un simpatico ristorante a buffet di ottima qualità in pieno centro. Da qui riprendo seguendo le indicazioni per Zug e Zurigo. La strada mi costringe ancora ad affrontare un paio di salite, ma ormai mancano solo 25 km all’arrivo.

L’accoglienza a Zurigo è molto caotica: è ferragosto e la città è imballata dalla marea di turisti e auto che cercano di addentrarsi nel centro. Mi districo in mezzo a questo caos per raggiungere la ciclabile lungolago: ho scoperto un campeggio a 5 km da Zurigo. Lo raggiungo, monto la tenda, e rientro in centro per farmi un giro.

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