Schaffausen – Costanza – Giorno 3

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Stamattina, dopo una corposa e costosa colazione in campeggio, inforco la bicicletta e parto in direzione est, tenendo il lago alla mia sinistra. Come già da Schaffausen, le indicazioni per le bici sono sempre presenti e precise. Con ritmo tranquillo, pedalo sotto un timido sole che per ora tiene lontano la pioggia promessa dalle previsioni meteo. Intanto, la pista ciclabile mi porta ad alternare punti sul lago ad altri più lontani dalla riva.

Supero Arbon dopo 25 km, e proseguo sempre in pianura fino a Rheineck dove varco il confine austriaco. Inizio a percepire una maggiore sobrietà, inasprità dal cielo che si ingrigisce. Dopo 60 km circa, arrivo nell’accogliente Bregenz con il suo grande spiazzo lungolago. Decido di fermarmi qui a mangiare una Wiener Schnitzel in un chioschetto vista lago. Quando finisco il pranzo la pioggia comincia a cadere in maniera decisa per una buona mezz’ora. Decido di aspettare un momento di tregua, ed intanto ne approfitto per girare il centro della città, invasa da turisti.

Quando la pioggia comincia a diminuire, riprendo la bici e proseguo, qui la ciclabile è per un lungo tratto proprio sul lago, anche se il meteo avverso non mi permettono di apprezzare molto. Pedalo veloce, fino a varcare anche il confine di tedesco, dove nella prima cittadina che incontro, Unterhochsteg, trovo il campeggio dove fermarmi. Un temporale deciso mi sorprende nel momento del montaggio della tenda, che completo sotto un albero. A questo punto non rimane che andare a mangiare, nell’unico ristorante a portata di mano in questa zona boschiva in prossimità del lago, e poi rintanarsi dentro la tenda in attesa che la pioggia si calmi.

In generale, questo è il lato meno interessante del Lago di Costanza. Qualche bella aiuola, con qualche bello scorcio del lago, e molta tranquillità lungo la pista ciclabile, ma nessun punto particolarmente affascinante. Non male il lungolago di Bergenz, ma in generale in Svizzera il percorso ciclabile è più ordinato e ben tenuto, rispetto a quello austro-tedesco più selvaggio e, per certi versi, povero.

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